
Alcune volontarie dell’associazione hanno partecipato ad Assisi al Convegno Nazionale di Formazione dei Volontari Penitenziari “FRATELLO UOMO, SORELLA DIGNITA’ – Le motivazioni personali e sociali del fare volontariato”, organizzato dal SEAC (Coordinamento Enti e Associazioni di Volontariato Penitenziario).
L’obiettivo principale delle tre giornate di studio, incontro e formazione è stato quello di riunire centinaia di volontarie e volontari da tutta Italia per confrontarsi sul senso profondo del proprio impegno, sulla dignità della persona detenuta e sui percorsi di reinserimento sociale.
Una psichiatra, un’educatrice, magistrati di sorveglianza, cappellani, volontari e volontarie di vari istituti penitenziari hanno guidato una riflessione su questi tre filoni principale:
- La dignità della persona. Dare dignità è dare il senso di appartenenza ad una comunità, la parola del volontario/a come leva per far rigenerare la dignità a coloro che hanno sentore di non appartenere a nessuna comunità. Mettere al centro dell’azione la persona detenuta e il rispetto dei suoi diritti fondamentali, in linea con i valori di solidarietà e accoglienza.
- Le motivazioni del volontario/a. Analizzare le ragioni intime e civiche che spingono le cittadine e i cittadini ad impegnarsi all’interno delle carceri.
- L’impatto sociale. Discutere il ruolo del volontario come ponte tra il carcere e il territorio per favorire percorsi concreti di reinserimento e costruire una giustizia più riparativa.
Una parte molto significativa è stata dedicata al lavoro in piccoli gruppi in cui è stato possibile condividere idee, suggerimenti, preoccupazioni con persone operanti nelle carceri di tutta Italia.
L’esperienza padovana dell’associazione OCV è stata molto apprezzata sia per la numerosità dei suoi soci, per la più parte volontari attivi, che per i molteplici servizi offerti. È stata in particolare molto valorizzata l’attività della Casa di Accoglienza che rappresenta un modello di eccellenza nel panorama del volontariato penitenziario italiano. Sono infatti pochissime le sedi italiane che hanno questa attività proprio per la complessità della sua gestione e per i costi del suo mantenimento, non solo in termini economici ma di impegno richiesto.




