Chi siamo

La nostra storia

Il gruppo degli Operatori Carcerari Volontari (OCV) nasce nel 1978 quando dei docenti, già impegnati nel sostentamento allo studio di alcuni detenuti nel vecchio carcere di Piazza Castello, dà vita ad un’associazione mirata ad organizzare il volontariato dentro e fuori le case di detenzione.

Spesso coloro che risiedevano in carcere si trovavano lontano da un’abitazione propria o dei famigliari ed i magistrati non erano in grado di concedere permessi premio se non era individuata una adeguata locazione fuori dal carcere.

Nel 1998, in accordo con il Comune di Padova che metteva a disposizione l’ex-stazione del dazio sulla strada statale, poco distante da Limena, OCV apre la casa di accoglienza “Piccoli Passi” permettendo così ad alcuni detenuti, assistiti dai volontari, di permanere al di fuori dalla struttura carceraria, incontrare i famigliari e godere di uno spiraglio di vita “normale”. 

Nei decenni successivi l’associazione OCV amplia il suo operato prendendo contatti con volontari carcerari di altre città del triveneto e favorendo l’avvicinamento tra carcere ed università fino alla nascita del Polo Universitario, oasi di studio e vita comunitaria all’interno del carcere, nato nel 2003 con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra l’Università di Padova e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per il riconoscimento del diritto allo studio universitario.

Nel 2016 il Polo confluisce nel Progetto Università in Carcere per cui attualmente quasi 60 persone detenute a Padova sono regolarmente iscritte a corsi universitari.

Le nostre attività

Parallelamente, i volontari di OCV operano nelle due carceri di Padova, la Casa Circondariale (CC) e la Casa di Reclusione (CR), adattando le attività alle diverse realtà e bisogni dei detenuti.

In collaborazione con le carceri e la Provincia di Padova, OCV promuove lavori di pubblica utilità, soprattutto nelle scuole, svolti da detenuti formati appositamente.

Recentemente è stata tinteggiata la scuola “Alberti” di Abano, e uno dei tinteggiatori, grazie all’ottimo lavoro, è stato assunto da una ditta di restauro in vista della scarcerazione.

La nostra Mission

Il carcere prende anche il nome di “Casa di pena” poiché ogni singolo giorno trascorso dal detenuto dietro le sbarre è un giorno di sofferenza, nel quale spesso poco o nulla si costruisce e lo scandire delle ore è collegato ad una uniforme, monotona conta.

Ma la vita, comunque la si voglia vedere, è sempre un percorso: il lavoro dei volontari ha l’obiettivo dichiarato di alleviare il disagio, contribuire al miglioramento delle condizioni di vita sostenendo il vissuto quotidiano e infine cogliere le occasioni di trasformazione verso un percorso di vita che mantenga attiva la relazione col mondo al di fuori del carcere.

“Poter parlare con qualcuno che non appartiene al mondo del carcere ti fa sentire meno detenuto”.

Parole di un ex detenuto del carcere di Padova.

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